The Blue Hour

Benjamin Kahn

DANZA

07.09

TEATRO COMUNALE
ORE 21:30
DURATA 55′

FR

The blue hour è quel sorprendente intervallo di tempo durante il quale, in natura, gli animali notturni tornano al silenzio e quelli diurni non si sono ancora svegliati. È un minuto di quiete e sospensione. Questa faglia del tempo funge da analogia per le nostre società, al bivio tra ideologia ed ecologia. I nostri occhi, abituati all’oscurità, non sono ancora capaci di elaborare le prospettive di un futuro possibile e si arrossano a causa di un presente che sembra scivolare via senza possibilità di rimedio. Penetriamo dunque nel silenzio dell’alba, un silenzio profondo che ci mette alla prova ed è spesso difficile trattenersi dal riempire. Se il grido è uno squarcio nello spazio-tempo che ci connette a quanto esiste di più primordiale e animale, Théo Aucremanne si inserisce in tale squarcio e compone utilizzando quel vuoto come materia.

 

Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea

Crediti

Ideazione e direzione artistica: Benjamin Kahn

Performance: Théo Aucremanne
Drammaturgia: Youness Anzane
Luci: Jan Fedinger
Suono: Gagi Petrovic
Fonico: Sammy Bichon
Tecnico Luci: Neills Doucet

Produzione esecutiva: Actoral Marseille
Distribuzione e sviluppo: Sandrine Barrasso
Coproduzione e residenze artistiche: KLAP Maison pour la danse, Festival de Marseille, Les Halles de Schaerbeek

Si ringraziano: Studio Thor, col sostegno della Compagnie Thor / Thierry Smits, Les Halles de Schaerbeek, Léonard Degoulet e Louis Daurat

Bio

Benjamin Kahn è un danzatore e coreografo che vive e lavora a Bruxelles. Ha studiato drammaturgia e teatro all’università di Aix en Provence e al Conservatoire di Rennes e si è laureato all’ESAC (École Supérieure des Arts du Cirque) in Belgio.
Terminati gli studi, ha lavorato con coreografi quali Philippe Saire, Benjamin Vandewalles, Nicole Beutler, Ben Riepe, Frédéric Flamand, Maud Le Pladec, Egle Budvytyte e Alessandro Sciaronni.
Opera inoltre come drammaturgo e osservatore esterno per altri progetti (Cuir/Cie della compagnia Un loup pour l’homme, Darkmatter di Cherish Menzo, tra gli altri) e insegna danza al CNAC, all’ESAC e in diversi conservatori.
A partire dal 2019 ha iniziato a creare progetti propri.
La sua interpretazione della danza e la coreografia come potenti strumenti politici ha ingenerato in lui un particolare interesse per la costruzione e la decostruzione dello sguardo che rivolgiamo ai corpi individuali e collettivi. Attingendo all’interdisciplinarietà della sua formazione e alla ricchezza degli incontri e delle relazioni in studio con performer dalla spiccata personalità, crea opere che uniscono testi, precise scritture coreografiche e intensi paesaggi di suono e luce per mettere in discussione le problematiche sociali. Tra il 2019 e il 2023 ha elaborato una trilogia di spettacoli solisti: Sorry, But I Feel Slightly Disidentified… (2019), Bless the Sound that Saved a Witch like me (marzo 2023) e The Blue Hour (giugno 2023), nei quali interroga le proiezioni sui corpi, lo sguardo, e il legame tra la sfera intima e quella collettiva.