
ISTITUTO DON BOSCO (CORRIDOIO VETRATO)
ORE 16:30
DURATA 30′
CHL
Chucao: Sensitive Interface Biome è una performance dal vivo che propone un ecosistema relazionale in tempo reale. Due performer abitano un ambiente sonoro governato da una scala esatonale derivata dall’analisi spettrale del Chucao (Scelorchilus rubecula), un uccello endemico delle foreste australi del Cile. Il lavoro funziona come un sistema triadico in cui l’umano, il computazionale e il più-che-umano coesistono e si trasformano reciprocamente. Il corpo attiva il sistema attraverso controller MIDI distribuiti nello spazio; il sistema generativo risponde con materiale sonoro; quel materiale genera nuove reazioni corporee che a loro volta influenzano il sistema. La tecnologia diventa uno spazio di incontro affettivo con il più-che-umano, un modo di mantenere vivo un legame con un altro essere vivente attraverso la distanza territoriale.
Immagine: Interactive Recomposition of a Natural Passage (2025).
In collaborazione con Fundación Santiago Off

ideazione, direzione, composizione e live electronics María Catalina Jorquera Badilla
danza, performance e coreografia Mario Carreño Martínez
produzione Proyecto Nuclio
María Catalina Jorquera è un’artista scenica, compositrice e creatrice transdisciplinare la cui pratica si colloca all’intersezione tra performance, suono, tecnologia e corpo. Ha conseguito una laurea in Teatro presso la Pontificia Universidad Católica de Chile, un Diploma in Danza, Corpo ed Educazione presso l’Universidad de Chile, e ha studiato composizione musicale presso l’Escuela Moderna de Música di Santiago. La sua formazione internazionale include un periodo di residenza estesa al Nordisk Teaterlaboratorium (Danimarca, 2016–2018) e la partecipazione all’ISTA (International School of Theatre Anthropology, Italia, 2018). La sua pratica si è sviluppata attraverso una ricerca continuata sui codici festivi popolari, il movimento, la performance e la progettazione di esperienze sonoro-corporee partecipative.
Dal 2019 dirige Proyecto Nuclio, una piattaforma di creazione co-fondata con Mario Carreño Martínez, i cui lavori hanno circolato a livello nazionale e internazionale: Mosquerío (2020), proiettato al Cine Arte Alameda (Santiago), al Frame Rush Video Dance Festival (Londra) e al Postporn Film Festival (Varsavia), tra gli altri; K-minata (2021), presentato alla Biennale delle Arti Mediali di Santiago; e Fiestología (2024), un’audio-performance partecipativa in spazio pubblico sviluppata con il supporto del Centro di Estensione del Ministero delle Culture, delle Arti e del Patrimonio del Cile.
Mario Carreño Martínez è un danzatore, coreografo e pedagogo che da oltre 20 anni ricerca, insegna e crea a partire dalla danza sociale urbana e popolare latinoamericana in Cile — cumbia, salsa, house dance, hip-hop, danza afro-peruviana. La sua pratica si muove tra spazi comunitari, creazione indipendente e istruzione superiore, intendendo la danza sociale come forma di sapere corporeo collettivo e territoriale.