E LA BELLA STANZA È VUOTA

Gianmaria Borzillo

DANZA, OPEN STUDIOS, RESIDENZE

19.06

ISTITUTO DON BOSCO
ORE 18:00
DURATA 50′

IT

“E la bella stanza è vuota” nasce dalle ispirazioni emerse dall’ascolto dell’album Diamond Jubilee di Cindy Lee; una serie di suggestioni che guidano la creazione del lavoro, così come l’energia e lo spirito dello stare in scena. L’album come primo elemento di una drammaturgia che vuole ragionare sul rapporto sfuggente e impercettibile con l’altro, provando a dialogare, forse a vuoto, con l’esigenza memoriale alla base dell’azione fotografica: Nan Goldin, ad esempio, fotografa per afferrare impossibilmente la sorella Barbara. La foto, che è un calco, impressiona il momento, restituisce le persone andate; eppure, il mistero persiste. Non resta che la testimonianza di questo ritrovo di solitudini. Il mistero della relazione e una sessione fotografica con quattro performer: un lavoro che vuole provare a costruire uno spaccato di un’umanità multipla e varia che letteralmente ci passa davanti; quasi una sintesi grezza e viva e sotto acidi di una serie di racconti che si manifestano attraverso la relazione tra corpi e identità e le loro metamorfosi. Un farsi guardare e un guardare che si fa danza. Un movimento che lascerà infine solo l’alone del ricordo delle persone che hanno attraversato questa stanza ora vuota.

 

Con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

Crediti

ideazione e coreografia Gianmaria Borzillo
interpretazione, creazione e collaborazione artistica Antonio Tagliarini, Barbara Novati, Fra De Isabella, Nicole De Leo
musica Diamond Jubilee (Cindy Lee, 2024)
luce e scena Cosimo Ferrigolo, Valeria Foti
cura e promozione Giulia Traversi, Irene Rossini
produzione corpoceleste_C.C.00#
con il supporto di ZEIT/ Le Alleanze Dei Corpi, mare culturale urbano – Milano, Teatro Pubblico Campano, IRA Institute, Lavanderie a Vapore – Collegno

Bio

Gianmaria Borzillo (Sorrento, 1995) è un danzatore, performer e coreografo la cui ricerca si muove tra danza, performance e pratiche artistiche interdisciplinari. Il suo lavoro si sviluppa nel dialogo tra partitura fisica, musica e drammaturgia, attraverso un approccio transdisciplinare che attinge alla letteratura e al cinema, nutrendosi di processi collaborativi e incontri artistici.
Diplomato in danza presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, ha affiancato alla formazione artistica un percorso universitario in Lettere Moderne, proseguendo poi gli studi in Cinema e Letteratura alla Sorbonne Paris IV.
In qualità di interprete, collabora con artisti di fama internazionale. Tra questi spicca Alessandro Sciarroni, con il quale performa in lavori come Save the Last Dance for Me — progetto dedicato alla rinascita della Polka Chinata (danza tradizionale bolognese) presentato dal 2019 nei più importanti festival e teatri internazionali. Ha lavorato inoltre con artisti come Chiara Bersani e Antonio Tagliarini, impegnandosi in processi collettivi che esplorano i concetti di trasmissione, autorialità e relazione tra i corpi.
Parallelamente all’attività di interprete, Borzillo sviluppa la propria ricerca coreografica: under the influence (2020), la sua opera d’esordio, ha ricevuto la Menzione Speciale al bando registi Under 30 della Biennale di Venezia e il riconoscimento del Premio Leo de Berardinis. La successiva produzione, Julius Eastman’s Femenine (2024): creazione ispirata alla musica di Julius Eastman, è stato sostenuta da istituzioni come il CENTQUATRE-PARIS, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e la Peggy Guggenheim Collection. La sua ricerca performativa più recente, E la bella stanza è vuota è stata selezionata per la NID Platform 2025 (sezione Open Studios).
La sua pratica artistica è caratterizzata da una profonda attenzione alla musica e al cinema come matrici compositive, e da un interesse per il corpo inteso come luogo di trasformazione, memoria ed esperienza relazionale. Attraverso opere individuali e collettive, indaga i processi di traduzione tra i corpi, la costruzione di identità altre e il potenziale della performance come spazio di percezione condivisa.